mercoledì 26 marzo 2008

L’Auser su “Il rudere (in)festa: «Non ostili alla civica amministrazione che vogliamo amica»

L’AUSER (Associazione per l’autogestione dei servizi e la solidarietà) ha diffuso stamattina un suo comunicato per l’iniziativa “Il rudere (in)festa” organizzata sabato 22 marzo. Ecco il testo del comunicato:

La risposta c’è stata, così come l’invito volantinato nei giorni precedenti sollecitava. “IL RUDERE (IN)FESTA” era il “tema” da svolgere, nel pomeriggio del 22 marzo, nella piazzetta formata dall’incrocio di Via Pietro Scrocco e Via Normanno in Foggia.
Una festa di strada che si poneva l’obiettivo di coinvolgere l’intero quartiere e sollecitare l’attenzione della civica amministrazione.
L’AUSER di Foggia, efficacemente supportata dal Laboratorio Politico Jacob e da altre piccole realtà associative locali, che hanno messo a disposizione le loro capacità artistiche e culturali, in assoluta autogestione, ha voluto organizzare e proporre “un ponte di amicizia” alla sommità del quale si potessero incontrare, e avviare a soluzione, le giuste proteste della gente per la situazione di degrado ed abbandono del proprio quartiere e le doverose, ed attese, risposte della civica amministrazione.
“Vogliamo un’amministrazione amica”, “Non ci vogliamo sentire ostili alla civica amministrazione”, questi i messaggi consegnati a giornalisti e radiotelevisioni che si sono interessati al problema, così come con questa festa di strada, protesta democratica, si sono voluti sintetizzare anni di richieste rimaste inevase.
Per partecipare, ritrovarsi e prendere coscienza dei propri diritti: giocolieri di strada, suonatori di percussioni, raccolta firme, murales, espressioni creative dei bambini, mostra fotografica e documentaristica, chitarre italiane e fisarmoniche rumene, fette di pane abbrustolito al momento con sale e olio per tutti, presenti e passanti.
Insieme per un pomeriggio, così come ci si era auspicato: bambini, ragazzi, giovani, adulti ed anziani; italiani e stranieri delle tante comunità ormai presenti in un quartiere che sta cambiando pelle, per diventare sempre più multietnico e pluriconfessionale con un senso di accoglienza ed integrazioni imprevedibili che nasce spontaneo dal basso. Bambini orientali e rumeni hanno giocato e disegnato in armonia con tutti gli altri. Gradita la presenza dei “nuovi foggiani” di diverse etnie: tunisina, ucraina, rumena, bulgara, marocchina, “cinese”; quest’ultima, in coda alla festa, come fuori programma, ha offerto una piccola rappresentazione, appunto, di “ombre cinesi”. Presenti anche amici e conoscenti di altri quartieri di Foggia che hanno voluto collaborare all’evento e portare le loro solidarietà.
Vorremmo ripeterle queste feste di strada, non per reclamare diritti negati, ma solo per la gioia di stare, vivere e crescere insieme, condividendo un pomeriggio prefestivo.

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