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giovedì 19 marzo 2009
sabato 3 gennaio 2009
Identikit statistico dei residenti nei Quartieri Settecenteschi
L’ETÀ DEI RESIDENTI
Popolazione residente totale: 1195
Popolazione residente - Maschi: 590
Popolazione residente - Femmine: 605
Popolazione residente - età < 5 anni: 112
Popolazione residente - età 5 - 9 anni: 69
Popolazione residente - età 10 - 14 anni: 79
Popolazione residente - età 15 - 19 anni: 68
Popolazione residente - età 20 - 24 anni: 105
Popolazione residente - età 25 - 29 anni: 124
Popolazione residente - età 30 - 34 anni: 89
Popolazione residente - età 35 - 39 anni: 110
Popolazione residente - età 40 - 44 anni: 83
Popolazione residente - età 45 - 49 anni: 68
Popolazione residente - età 50 - 54 anni: 44
Popolazione residente - età 55 - 59 anni: 40
Popolazione residente - età 60 - 64 anni: 39
Popolazione residente - età 65 - 69 anni: 43
Popolazione residente - età 70 - 74 anni: 42
Popolazione residente - età > 74 anni: 80
Popolazione residente totale da 6 anni e più: 1065
FAMIGLIE E STRANIERI RESIDENTI
Famiglie residenti totale: 425
Famiglie residenti totale componenti: 1195
Famiglie residenti 1 componente: 100
Famiglie residenti 2 componenti: 85
Famiglie residenti 3 componenti: 92
Famiglie residenti 4 componenti: 100
Famiglie residenti 5 componenti: 41
Famiglie residenti 6 e oltre componenti: 7
Componenti delle famiglie residenti di 6 e oltre componenti: 44
Stranieri residenti in Italia - Europa: 1
Stranieri residenti in Italia - Africa: 7
Stranieri residenti in Italia - America: 0
Stranieri in Italia - Asia: 1
Stranieri in Italia - Oceania: 0
Apolidi residenti in Italia: 0
Stranieri residenti in Italia - Totale: 9
L’ISTRUZIONE DEI RESIDENTI
Popolazione residente 6 anni e più - laurea+diplomi: 22
Popolazione residente 6 anni e più - diploma scuola secondaria superiore: 133
Popolazione residente 6 anni e più - media inferiore: 423
Popolazione residente 6 anni e più - licenza elementare: 320
Popolazione residente 6 anni e più - alfabeti: 129
Popolazione residente 6 anni e più - analfabeti: 38
Popolazione residente maschi da 6 anni in poi: 530
Popolazione residente maschi 6 anni e più con laurea+diplomi universitari+ diplomi terziari: 9
Popolazione residente maschi 6 anni e più con diploma di scuola secondaria superiore: 67
Popolazione residente maschi 6 anni e più con media inferiore: 233
IL LAVORO DEI RESIDENTI
Popolazione residente totale di 15 anni e più appartenente alle forze di lavoro totale: 386
totale di 15 anni e più occupata (FL): 290
totale di 15 anni e più disoccupata in cerca nuova occupazione: 51
maschi di 15 anni e più appartenente alle forze di lavoro: 285
maschi di 15 anni e più occupata (FL): 226
maschi di 15 anni e più disoccupata in cerca nuova occupazione: 28
Imprenditori e liberi professionisti: 3
Lavoratori in proprio: 40
Coadiuvanti: 1
Lavoratori dipendenti: 243
Imprenditori e liberi professionisti - Maschi: 3
Lavoratori in proprio - Maschi: 26
Coadiuvanti - Maschi: 0
Lavoratori dipendenti - Maschi: 194
totale di 15 anni e più non appartenente alle forze di lavoro: 549
Non appartenente alle forze di lavoro: 171
totale di 15 anni e più casalinghi/e: 272
totale di 15 anni e più studenti: 59
totale maschi di 15 anni e più studenti: 22
totale di 15 anni e più ritirati dal lavoro: 78
totale di 15 anni e più altra condizione: 140
che si sposta giornalmente nel comune di dimora abituale: 433
che si sposta giornalmente fuori del comune di dimora abituale: 23
LE CASE DEI RESIDENTI
Abitazioni totali: 556
Abitazioni occupate da persone residenti: 424
Abitazioni occupate solo da persone non residenti: 3
Abitazioni vuote: 129
Altri tipi di alloggio totali: 1
Stanze in totale: 1237
Stanze in abitazioni occupate da persone residenti: 1007
Abitazioni occupate da persone residenti in proprietà: 248
Abitazioni occupate da persone residenti in affitto: 153
Abitazioni occupate da persone residenti totali: 23
Abitazioni occupate da persone residenti con una stanza: 106
Abitazioni occupate da persone residenti con 2 stanze: 145
Abitazioni occupate da persone residenti con 3 stanze: 102
Abitazioni occupate da persone residenti con 4 stanze: 52
Abitazioni occupate da persone residenti con 5 stanze: 18
Abitazioni occupate da persone residenti con 6 o più stanze: 1
Abitazioni totali fornite acqua potabile: 556
Abitazioni totali fornite di gabinetto: 556
Abitazioni totali fornite di vasca da bagno e/o doccia: 513
Abitazioni fornite di una linea telefonica fissa attiva: 256
Abitazioni totali senza acqua potabile e gabinetto: 0
Superficie delle abitazioni totali: 27737
Abitazioni fornite di impianto di riscaldamento (da 1 a 4): 401
Abitazioni totali fornite di riscaldamento centralizzato: 2
Superficie delle abitazioni occupate da persone residenti: 22275
Edifici e complessi di edifici - Totale: 220
Edifici e complessi di edifici utilizzati: 215
Edifici ad uso abitativo: 213
Edifici e complessi di edifici (utilizzati) per alberghi, uffici: 0
Edifici ad uso abitativo in muratura portante: 207
Edifici ad uso abitativo in calcestruzzo armato: 4
Edifici ad uso abitativo costruiti prima del 1919: 120
Edifici ad uso abitativo costruiti tra il 1919 e il 1945: 68
Edifici ad uso abitativo costruiti tra il 1946 e il 1961: 23
Edifici ad uso abitativo costruiti tra il 1962 e il 1971: 1
Edifici ad uso abitativo costruiti tra il 1972 e il 1981: 0
Edifici ad uso abitativo costruiti tra il 1982 e il 1991: 1
Edifici ad uso abitativo costruiti dopo il 1991: 0
Edifici ad uso abitativo con un piano: 64
Edifici ad uso abitativo con 2 piani: 125
Edifici ad uso abitativo con 3 piani: 19
Edifici ad uso abitativo con 4 piani o più: 5
Edifici ad uso abitativo con un interno: 59
Edifici ad uso abitativo con 2 interni: 79
Edifici ad uso abitativo da 3 a 10 interni: 72
Edifici ad uso abitativo con più di dieci interni: 3
Totale interni in edifici ad uso abitativo: 557
Popolazione residente totale: 1195
Popolazione residente - Maschi: 590
Popolazione residente - Femmine: 605
Popolazione residente - età < 5 anni: 112
Popolazione residente - età 5 - 9 anni: 69
Popolazione residente - età 10 - 14 anni: 79
Popolazione residente - età 15 - 19 anni: 68
Popolazione residente - età 20 - 24 anni: 105
Popolazione residente - età 25 - 29 anni: 124
Popolazione residente - età 30 - 34 anni: 89
Popolazione residente - età 35 - 39 anni: 110
Popolazione residente - età 40 - 44 anni: 83
Popolazione residente - età 45 - 49 anni: 68
Popolazione residente - età 50 - 54 anni: 44
Popolazione residente - età 55 - 59 anni: 40
Popolazione residente - età 60 - 64 anni: 39
Popolazione residente - età 65 - 69 anni: 43
Popolazione residente - età 70 - 74 anni: 42
Popolazione residente - età > 74 anni: 80
Popolazione residente totale da 6 anni e più: 1065
FAMIGLIE E STRANIERI RESIDENTI
Famiglie residenti totale: 425
Famiglie residenti totale componenti: 1195
Famiglie residenti 1 componente: 100
Famiglie residenti 2 componenti: 85
Famiglie residenti 3 componenti: 92
Famiglie residenti 4 componenti: 100
Famiglie residenti 5 componenti: 41
Famiglie residenti 6 e oltre componenti: 7
Componenti delle famiglie residenti di 6 e oltre componenti: 44
Stranieri residenti in Italia - Europa: 1
Stranieri residenti in Italia - Africa: 7
Stranieri residenti in Italia - America: 0
Stranieri in Italia - Asia: 1
Stranieri in Italia - Oceania: 0
Apolidi residenti in Italia: 0
Stranieri residenti in Italia - Totale: 9
L’ISTRUZIONE DEI RESIDENTI
Popolazione residente 6 anni e più - laurea+diplomi: 22
Popolazione residente 6 anni e più - diploma scuola secondaria superiore: 133
Popolazione residente 6 anni e più - media inferiore: 423
Popolazione residente 6 anni e più - licenza elementare: 320
Popolazione residente 6 anni e più - alfabeti: 129
Popolazione residente 6 anni e più - analfabeti: 38
Popolazione residente maschi da 6 anni in poi: 530
Popolazione residente maschi 6 anni e più con laurea+diplomi universitari+ diplomi terziari: 9
Popolazione residente maschi 6 anni e più con diploma di scuola secondaria superiore: 67
Popolazione residente maschi 6 anni e più con media inferiore: 233
IL LAVORO DEI RESIDENTI
Popolazione residente totale di 15 anni e più appartenente alle forze di lavoro totale: 386
totale di 15 anni e più occupata (FL): 290
totale di 15 anni e più disoccupata in cerca nuova occupazione: 51
maschi di 15 anni e più appartenente alle forze di lavoro: 285
maschi di 15 anni e più occupata (FL): 226
maschi di 15 anni e più disoccupata in cerca nuova occupazione: 28
Imprenditori e liberi professionisti: 3
Lavoratori in proprio: 40
Coadiuvanti: 1
Lavoratori dipendenti: 243
Imprenditori e liberi professionisti - Maschi: 3
Lavoratori in proprio - Maschi: 26
Coadiuvanti - Maschi: 0
Lavoratori dipendenti - Maschi: 194
totale di 15 anni e più non appartenente alle forze di lavoro: 549
Non appartenente alle forze di lavoro: 171
totale di 15 anni e più casalinghi/e: 272
totale di 15 anni e più studenti: 59
totale maschi di 15 anni e più studenti: 22
totale di 15 anni e più ritirati dal lavoro: 78
totale di 15 anni e più altra condizione: 140
che si sposta giornalmente nel comune di dimora abituale: 433
che si sposta giornalmente fuori del comune di dimora abituale: 23
LE CASE DEI RESIDENTI
Abitazioni totali: 556
Abitazioni occupate da persone residenti: 424
Abitazioni occupate solo da persone non residenti: 3
Abitazioni vuote: 129
Altri tipi di alloggio totali: 1
Stanze in totale: 1237
Stanze in abitazioni occupate da persone residenti: 1007
Abitazioni occupate da persone residenti in proprietà: 248
Abitazioni occupate da persone residenti in affitto: 153
Abitazioni occupate da persone residenti totali: 23
Abitazioni occupate da persone residenti con una stanza: 106
Abitazioni occupate da persone residenti con 2 stanze: 145
Abitazioni occupate da persone residenti con 3 stanze: 102
Abitazioni occupate da persone residenti con 4 stanze: 52
Abitazioni occupate da persone residenti con 5 stanze: 18
Abitazioni occupate da persone residenti con 6 o più stanze: 1
Abitazioni totali fornite acqua potabile: 556
Abitazioni totali fornite di gabinetto: 556
Abitazioni totali fornite di vasca da bagno e/o doccia: 513
Abitazioni fornite di una linea telefonica fissa attiva: 256
Abitazioni totali senza acqua potabile e gabinetto: 0
Superficie delle abitazioni totali: 27737
Abitazioni fornite di impianto di riscaldamento (da 1 a 4): 401
Abitazioni totali fornite di riscaldamento centralizzato: 2
Superficie delle abitazioni occupate da persone residenti: 22275
Edifici e complessi di edifici - Totale: 220
Edifici e complessi di edifici utilizzati: 215
Edifici ad uso abitativo: 213
Edifici e complessi di edifici (utilizzati) per alberghi, uffici: 0
Edifici ad uso abitativo in muratura portante: 207
Edifici ad uso abitativo in calcestruzzo armato: 4
Edifici ad uso abitativo costruiti prima del 1919: 120
Edifici ad uso abitativo costruiti tra il 1919 e il 1945: 68
Edifici ad uso abitativo costruiti tra il 1946 e il 1961: 23
Edifici ad uso abitativo costruiti tra il 1962 e il 1971: 1
Edifici ad uso abitativo costruiti tra il 1972 e il 1981: 0
Edifici ad uso abitativo costruiti tra il 1982 e il 1991: 1
Edifici ad uso abitativo costruiti dopo il 1991: 0
Edifici ad uso abitativo con un piano: 64
Edifici ad uso abitativo con 2 piani: 125
Edifici ad uso abitativo con 3 piani: 19
Edifici ad uso abitativo con 4 piani o più: 5
Edifici ad uso abitativo con un interno: 59
Edifici ad uso abitativo con 2 interni: 79
Edifici ad uso abitativo da 3 a 10 interni: 72
Edifici ad uso abitativo con più di dieci interni: 3
Totale interni in edifici ad uso abitativo: 557
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mercoledì 6 agosto 2008
Foggia in “fascia alta” tra le candidate a ZFU
La Giunta regionale pugliese ha approvato, ieri, la relazione tecnica predisposta dal Settore sistema integrato servizi sociali e approvata dal Gruppo di lavoro interassessorile di individuazione delle proposte di Zone Franche Urbane di interesse prioritario regionale.La valutazione di merito delle candidature avanzate dagli 11 Comuni pugliesi, vede collocata Foggia in “fascia alta”, assieme ad Andria, Lecce e Taranto.
«Dal punto di vista strettamente amministrativo, esprimo la soddisfazione per l'egregio lavoro che gli uffici comunali e il Laboratorio di pianificazione strategica hanno svolto per fare confluire nel migliore dei modi possibili le esigenze di una parte importante della città nel quadro delle opportunità prefigurate dall'istituzione delle Zone Franche Urbane», ha detto l’assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia, Michele Salatto (nella foto).
Barletta, Manfredonia, Molfetta e San Severo si sono collocate in fascia media. Lucera, Manduria e Santeramo in fascia bassa. Escluse Altamura, Bitonto, Brindisi, Cerignola e Mesagne.
I dossier adesso passano al Ministero dello Sviluppo economico per una seconda valutazione, quindi all’Unione europea. Si tratta, infatti, prima di accedere ai 50 milioni di euro per il 2008 e agli altrettanti per il 2009, di valutare quanto il mix di incentivi fiscali previsti nelle ZFU incidano sui principi della concorrenza sui quali l’UE è particolarmente severa.
«Fin dal maggio dell'anno scorso –ha proseguito Michele Salatto-, su impulso dell'allora assessore Assunta Pinto, abbiamo seguito il complesso dossier sulle ZFU al punto da proiettarlo come modello nello studio sul mix di misure a sostegno dei piccoli esercizi di vendita nell'ambito del Documento di Valutazione del Commercio.
Proprio questa scelta, maturata mentre era ancora incerto l'iter per la determinazone delle ZFU in Italia, ci ha consentito anche di registrare le valutazioni di associazioni produttive e sindacali, e di istruire l'istanza per la parte centrale di Foggia nei tempi strettissimi che si sono concentrati nella terza settimana di luglio scorso».
L’assessore all’Urbanistcia non si nascinde che «la presenza di rappresenta una concorrenza seria, considerando che CIPE e Unione Europea daranno il via libera all'esperimento per sole 18 città in tutta Italia».
Ma rilancia lo studio svolto per la candidatura di Foggia a ZFU come «modello con il quale integrare i programmi di rigenerazione urbana che stanno impegnando l'Amministrazione. Una valutazione, quest'ultima, colta e raccolta benissimo dal vicesindaco, Tito Salatto, convinto quanto il sottoscritto che il tema del riequilibrio urbano e urbanistico chiami in causa tutti i settori del governo pubblico locale, da quello finanziario a quello culturale e sociale».
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lunedì 21 luglio 2008
I “quartieri settecenteschi” fulcro dell’ipotesi di Zona Franca Urbana a Foggia
L’impulso è arrivato dall’assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia, Michele Salatto, proprio sulla scorta del programma che sta studiando sui cosiddetti “quartieri settecenteschi” del capoliogo. Oggi l’Amministrazione comunale di Foggia ha trasmesso, alla Regione Puglia, il dossier relativo alla proposta di Zona Franca Urbana per l’accesso ai finanziamenti del Fondo istituto con la Finanziaria 2007 e modificato con la Finanziaria 2008.
La proposta foggiana si concentra su un’area dove risiedono 12.443 abitanti, pari al 12,47% della popolazione complessiva del capoluogo, con un tasso di disoccupazione pari al 24,31%.
Il perimetro della ZFU foggiana è delimitato da Via Calvario, Viale Dauno, Via San Severo, Piazza Sant’Eligio, Via Sant’Eligio, Via della Repubblica, Via Diomede, Corso Benedetto Cairoli, Via San Lorenzo, Via Giovanni Urbano, Via Giacomo Matteotti, Via Enrico Pestalozzi, Vico Fauno, Via Ferrante Aporti, Via Marchese De Rosa, Via B. M. Frascolla, Piazza San Pasquale, Via Francesco Crispi, Largo Madonnina, Via Vincenzo Capozzi, Via Vittime Civili, Via Ruggiero Bonghi, Via Alessandro Manzoni, Piazza San Guglielmo e Pellegrino, Via Attilio Muscio, Via Pasquale Fuiani e Via Sant’Antonio.
L’Indice del Disagio Socioeconomico, che è uno dei criteri per fondare la proposta di ZFU, fotografa, nell’area prescelta, un tasso di disoccupazione pari a 24,31%, rispetto al dato nazionale pari all’11,58%; un tasso di occupazione pari al 32,5%, rispetto al dato nazionale del 42,94%; un tasso di concentrazione giovanile (fino a 24 anni) pari a 33,13%, rispetto al dato nazionale del 25,42%; un tasso di scolarizzazione (6 anni di età con almeno un diploma di scuola secondaria) pari a 21,58%, rispetto al dato nazionale del 33,36%.
Cosa si propone l’Amministrazione, laddove fosse possibile integrare le azioni già in atto anche con i contributi nazionali previsti per le ZFU?
La proposta foggiana si concentra su un’area dove risiedono 12.443 abitanti, pari al 12,47% della popolazione complessiva del capoluogo, con un tasso di disoccupazione pari al 24,31%.
Il perimetro della ZFU foggiana è delimitato da Via Calvario, Viale Dauno, Via San Severo, Piazza Sant’Eligio, Via Sant’Eligio, Via della Repubblica, Via Diomede, Corso Benedetto Cairoli, Via San Lorenzo, Via Giovanni Urbano, Via Giacomo Matteotti, Via Enrico Pestalozzi, Vico Fauno, Via Ferrante Aporti, Via Marchese De Rosa, Via B. M. Frascolla, Piazza San Pasquale, Via Francesco Crispi, Largo Madonnina, Via Vincenzo Capozzi, Via Vittime Civili, Via Ruggiero Bonghi, Via Alessandro Manzoni, Piazza San Guglielmo e Pellegrino, Via Attilio Muscio, Via Pasquale Fuiani e Via Sant’Antonio.
L’Indice del Disagio Socioeconomico, che è uno dei criteri per fondare la proposta di ZFU, fotografa, nell’area prescelta, un tasso di disoccupazione pari a 24,31%, rispetto al dato nazionale pari all’11,58%; un tasso di occupazione pari al 32,5%, rispetto al dato nazionale del 42,94%; un tasso di concentrazione giovanile (fino a 24 anni) pari a 33,13%, rispetto al dato nazionale del 25,42%; un tasso di scolarizzazione (6 anni di età con almeno un diploma di scuola secondaria) pari a 21,58%, rispetto al dato nazionale del 33,36%.
Cosa si propone l’Amministrazione, laddove fosse possibile integrare le azioni già in atto anche con i contributi nazionali previsti per le ZFU?
«Determinare un meccanismo di intervento –si legge nella proposta trasmessa alla Regione Puglia- costituito non da singoli episodi progettuali, bensì da una strategia complessiva che incida sul “Sistema Complesso Urbano” attraverso una rete di interventi» che si articolano lungo tre direttrici. La prima è l’incentivo a localizzare nuove iniziative nell’area, specie nei servizi alle persone e alle imprese, creando le condizioni economiche, amministrative e sociali adatte allo sviluppo imprenditoriale e al miglioramento della qualità della vita.
La seconda è la riqualificazione del centro urbano e delle aree che presentano fattori di maggiore degrado e disagio, migliorando la qualità della vita in particolare nel centro storico, incrementandone le dotazioni infrastrutturali ed i servizi, promovendo l’integrazione sociale e la lotta alla marginalità, con particolare attenzione ai soggetti considerati più deboli nonché favorire lo sviluppo di nuove forme di vita associata in grado di favorire processi di integrazione, coesione e recupero della fiducia sociale.
La terza è la soddisfazione dei bisogni sociali di base (tempo libero, aggregazione socioculturale, cura della persona, sostegno alle famiglie) attraverso la crescita del sistema infrastrutturale e l’offerta di servizi sociali per le persone e le comunità, e lo sviluppo dell’economia sociale.
Il fatto che, nell’area della ZFU proposta, l’Amministrazione stia già lavorando intorno a un Progetto di Rigenerazione Urbana sui cosiddetti “Quartieri Settecenteschi”, e che, in zone immediatamente a ridosso, si siano attivati in passato interventi di incentivazione economica con il Programma “Urban” e con specifiche misure sugli aiuti alle imprese del POR Puglia 2000–2006, rafforza l’idea di non lanciare una sperimentazione da zero ma ipotizzando di dare valore a programmi e risorse pubbliche che già si erano concentrare nel centro urbano del capoluogo.
Nelle Zone Franche Urbane è prevista la concentrazione di programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. L’iter nazionale ha subito un’accelerazione a partire dalla delibera CIPE 5/2008 del 6 giugno scorso e da una circolare attuativa del 26 giugno successivo diffusa dal Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di Coesione del Ministero dello Sviluppo Economico. Dal canto suo, la Regione Puglia, con un avviso pubblicato giovedì 17 luglio scorso, aveva fissato a lunedì 21 luglio il termine per la presentazione delle proposte.
Il “dossier” foggiano ZFU, a prescindere dalle incertezze che ancora ne contrassegnavano l’iter a livello nazionale e regionale, era stato tuttavia istruito dal Laboratorio di Pianificazione Strategica del Comune di Foggia. Su quella base, è stato possibile formalizzare in tempi brevi la proposta foggiana coinvolgendo tre Servizi dell’Amministrazione comunale: Pianificazione, Governance e Programmazione Integrata; Patrimonio; Bilancio e Servizi Integrati.
La seconda è la riqualificazione del centro urbano e delle aree che presentano fattori di maggiore degrado e disagio, migliorando la qualità della vita in particolare nel centro storico, incrementandone le dotazioni infrastrutturali ed i servizi, promovendo l’integrazione sociale e la lotta alla marginalità, con particolare attenzione ai soggetti considerati più deboli nonché favorire lo sviluppo di nuove forme di vita associata in grado di favorire processi di integrazione, coesione e recupero della fiducia sociale.
La terza è la soddisfazione dei bisogni sociali di base (tempo libero, aggregazione socioculturale, cura della persona, sostegno alle famiglie) attraverso la crescita del sistema infrastrutturale e l’offerta di servizi sociali per le persone e le comunità, e lo sviluppo dell’economia sociale.
Il fatto che, nell’area della ZFU proposta, l’Amministrazione stia già lavorando intorno a un Progetto di Rigenerazione Urbana sui cosiddetti “Quartieri Settecenteschi”, e che, in zone immediatamente a ridosso, si siano attivati in passato interventi di incentivazione economica con il Programma “Urban” e con specifiche misure sugli aiuti alle imprese del POR Puglia 2000–2006, rafforza l’idea di non lanciare una sperimentazione da zero ma ipotizzando di dare valore a programmi e risorse pubbliche che già si erano concentrare nel centro urbano del capoluogo.
Nelle Zone Franche Urbane è prevista la concentrazione di programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. L’iter nazionale ha subito un’accelerazione a partire dalla delibera CIPE 5/2008 del 6 giugno scorso e da una circolare attuativa del 26 giugno successivo diffusa dal Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di Coesione del Ministero dello Sviluppo Economico. Dal canto suo, la Regione Puglia, con un avviso pubblicato giovedì 17 luglio scorso, aveva fissato a lunedì 21 luglio il termine per la presentazione delle proposte.
Il “dossier” foggiano ZFU, a prescindere dalle incertezze che ancora ne contrassegnavano l’iter a livello nazionale e regionale, era stato tuttavia istruito dal Laboratorio di Pianificazione Strategica del Comune di Foggia. Su quella base, è stato possibile formalizzare in tempi brevi la proposta foggiana coinvolgendo tre Servizi dell’Amministrazione comunale: Pianificazione, Governance e Programmazione Integrata; Patrimonio; Bilancio e Servizi Integrati.
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venerdì 11 luglio 2008
Bando dell’housing sociale all’attenzione di Giunta e Consiglio comunale di Foggia
«Sono convinto che il pubblico non si qualifichi con la “politica del no”, così come sono convinto che una “politica del sì” non equivalga a essere poco vigilanti o addirittura corrotti». L’assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia, Michele Salatto, risponde con questa franchezza ai quesiti posti da Michele Lamacchia, presidente di ANCI Puglia, nel corso della tavola rotonda che ha concluso circa 4 ore di intenso confronto al convegno “Il nuovo piano per città più belle, sicure e giuste”.
Patrocinato dalla Regione Puglia, dal Comune di Foggia, dalla sezione foggiana dell’Associazione dei costruttori edili, dall’Istituto Nazionale di Urbanistica, dall’Ordine degli Architetti della provincia di Foggia e dal Piano strategico di area vasta “Capitanata 2020”, il convegno di ieri, presso la nuova sede del Formedil, è stata una preziosa occasione per illustrare il Rapporto dal Territorio 2007 che l’INU ha presentato a Foggia.
Nato 78 anni fa per promuovere gli studi edilizi e urbanistici, diffondendo i princìpi della pianificazione, l’INU era presente ai massimi livelli per la discussione di temi che stanno impegnando tutte le città e le regioni italiane. A partite dal presidente nazionale, Federico Oliva, a Pietro Properzi, responsabile del Rapporto dal Territorio nazionale. Da Francesca Calace, curatrice del Rapporto dal Territorio Puglia, a Stefano Stanghellini, presidente di Urbit che ha affrontato il delicato tema del rapporto pubblico-privato nel nuovo piano, a Carmelo Torre, che ha esposto valutazioni e priorità del “social housing”.
Tutte questioni che hanno impegnato gli ospiti della tavola rotonda: con Lamacchia, Salatto e l’assessore regionale Angela Barbanente, si sono confrontati il presidente dell’Ordine degli Architetti di Foggia Augusto Marasco, il presidente regionale di Legambiente Francesco Tarantini, il presidente dell’Associazione dei costruttori edili Giovanni Triscuoglio, la vicepresidente dell’INU Puglia Chiarastella Fatigato e Piero Cavalcali, “cervello” del Settore Assetto del Territorio della Regione Puglia.
Michele Salatto e Angela Barbanente hanno fatto ragionamenti complementari in molti punti. L’assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia ha tratteggiato i «tre mesi caldi, non solo per ragioni atmosferiche, che impegneranno Giunta, Consiglio comunale e città intorno alle azioni di housing sociale e rigenerazione urbana con cui si reimpugneranno le leve del governo urbanistico della città».
«Con la legislazione attuale della Regione Puglia non abbiamo più scuse», ha aggiunto Salatto facendo un quadro dello stato dell’arte nel capoluogo dauno: «Per circa un anno e mezzo, dopo l’approvazione del Documento Programmatico Preliminare, abbiamo spremuto i nostri uffici per una serie di attività legate alla pianificazione intermedia, sfociate essenzialmente nell’adeguamento normativo-regolmentare a uno strumento urbanistico del 1993. Non voglio indugiare sulle ragioni per cui si sono fatti trascorrere 15 anni –ha rimarcato Salatto-, ma adesso dobbiamo affrontare i problemi posto da 9 “Gozzini” e 8 Piani di Riqualificazione Urbana approvati in maniera slegata; di aree di verde agricolo ormai non più utilizzate come tali; di 1 milione e 400 mila metri quadrati di aree F sui quali realizzare interventi intermedi per corrispondere al bisogno di casa, ricordando che il Comune sostiene i canoni locativi di ben 954 famiglie; di intervenire sul degrado della centralità periferica dei quartieri settecenteschi».
Agenda impegnativa, resa più difficoltosa dopo la decisione del Governo nazionale di congelare i 4 milioni e 700 mila euro stanziati dal Governo Prodi per lo IACP. Salatto ha annunciato che è pronto, per essere portato all’attenzione di Giunta e Consiglio comunale, «il bando per l’housing sociale e per attivare la Legge 12, così come per fine luglio presenteremo gli interventi per i quartieri settecenteschi».
La Barbanente subito dopo ha parlato della necessità che, in materia urbanistica, i «vincoli siano chiari, intelleggibili e intelligenti, perché altrimenti si delegittimano». Rivolgendosi ai privati, l’assessore regionale ha insistito sul fatto che «la qualità edilizia paga anche per i valori di mercato» mentre, indirizzandosi ad amministratori e tecnici, ha sottolineato l’importanza che «da una cultura dell’adempimento si passi a una valutazione effettiva dell’efficacia, come stiamo cercando di fare a livello regionale assicurando supporti tecnici e tecnologici alle decisioni pianificatorie e dando efficienza al processo amministrativo attraverso le conferenze di copianificazione».
A proposito di strumenti tecnici per sostenere le decisioni, all’ingresso dell’auditorium del Formedil, l’Assessorato all’Urbanistica ha installato un maxi-schermo dove giravano le immagini delle rilevazioni satellitari effettuate sui quartieri settecenteschi. Rilevazioni che consentono, per esempio, di valutare lo stato di conservazione della stecca di costruzioni tra via Zodiaco e via Homs: una tecnologia essenziale per sostenere un piano che, come recitava il titolo del convegno, vuole riportare in quei quartieri bellezza, sicurezza e accesso ai servizi che formano i moderni diritti di cittadinanza.
[fonte: www.comune.foggia.it]
Patrocinato dalla Regione Puglia, dal Comune di Foggia, dalla sezione foggiana dell’Associazione dei costruttori edili, dall’Istituto Nazionale di Urbanistica, dall’Ordine degli Architetti della provincia di Foggia e dal Piano strategico di area vasta “Capitanata 2020”, il convegno di ieri, presso la nuova sede del Formedil, è stata una preziosa occasione per illustrare il Rapporto dal Territorio 2007 che l’INU ha presentato a Foggia.
Nato 78 anni fa per promuovere gli studi edilizi e urbanistici, diffondendo i princìpi della pianificazione, l’INU era presente ai massimi livelli per la discussione di temi che stanno impegnando tutte le città e le regioni italiane. A partite dal presidente nazionale, Federico Oliva, a Pietro Properzi, responsabile del Rapporto dal Territorio nazionale. Da Francesca Calace, curatrice del Rapporto dal Territorio Puglia, a Stefano Stanghellini, presidente di Urbit che ha affrontato il delicato tema del rapporto pubblico-privato nel nuovo piano, a Carmelo Torre, che ha esposto valutazioni e priorità del “social housing”.
Tutte questioni che hanno impegnato gli ospiti della tavola rotonda: con Lamacchia, Salatto e l’assessore regionale Angela Barbanente, si sono confrontati il presidente dell’Ordine degli Architetti di Foggia Augusto Marasco, il presidente regionale di Legambiente Francesco Tarantini, il presidente dell’Associazione dei costruttori edili Giovanni Triscuoglio, la vicepresidente dell’INU Puglia Chiarastella Fatigato e Piero Cavalcali, “cervello” del Settore Assetto del Territorio della Regione Puglia.
Michele Salatto e Angela Barbanente hanno fatto ragionamenti complementari in molti punti. L’assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia ha tratteggiato i «tre mesi caldi, non solo per ragioni atmosferiche, che impegneranno Giunta, Consiglio comunale e città intorno alle azioni di housing sociale e rigenerazione urbana con cui si reimpugneranno le leve del governo urbanistico della città».
«Con la legislazione attuale della Regione Puglia non abbiamo più scuse», ha aggiunto Salatto facendo un quadro dello stato dell’arte nel capoluogo dauno: «Per circa un anno e mezzo, dopo l’approvazione del Documento Programmatico Preliminare, abbiamo spremuto i nostri uffici per una serie di attività legate alla pianificazione intermedia, sfociate essenzialmente nell’adeguamento normativo-regolmentare a uno strumento urbanistico del 1993. Non voglio indugiare sulle ragioni per cui si sono fatti trascorrere 15 anni –ha rimarcato Salatto-, ma adesso dobbiamo affrontare i problemi posto da 9 “Gozzini” e 8 Piani di Riqualificazione Urbana approvati in maniera slegata; di aree di verde agricolo ormai non più utilizzate come tali; di 1 milione e 400 mila metri quadrati di aree F sui quali realizzare interventi intermedi per corrispondere al bisogno di casa, ricordando che il Comune sostiene i canoni locativi di ben 954 famiglie; di intervenire sul degrado della centralità periferica dei quartieri settecenteschi».
Agenda impegnativa, resa più difficoltosa dopo la decisione del Governo nazionale di congelare i 4 milioni e 700 mila euro stanziati dal Governo Prodi per lo IACP. Salatto ha annunciato che è pronto, per essere portato all’attenzione di Giunta e Consiglio comunale, «il bando per l’housing sociale e per attivare la Legge 12, così come per fine luglio presenteremo gli interventi per i quartieri settecenteschi».
La Barbanente subito dopo ha parlato della necessità che, in materia urbanistica, i «vincoli siano chiari, intelleggibili e intelligenti, perché altrimenti si delegittimano». Rivolgendosi ai privati, l’assessore regionale ha insistito sul fatto che «la qualità edilizia paga anche per i valori di mercato» mentre, indirizzandosi ad amministratori e tecnici, ha sottolineato l’importanza che «da una cultura dell’adempimento si passi a una valutazione effettiva dell’efficacia, come stiamo cercando di fare a livello regionale assicurando supporti tecnici e tecnologici alle decisioni pianificatorie e dando efficienza al processo amministrativo attraverso le conferenze di copianificazione».
A proposito di strumenti tecnici per sostenere le decisioni, all’ingresso dell’auditorium del Formedil, l’Assessorato all’Urbanistica ha installato un maxi-schermo dove giravano le immagini delle rilevazioni satellitari effettuate sui quartieri settecenteschi. Rilevazioni che consentono, per esempio, di valutare lo stato di conservazione della stecca di costruzioni tra via Zodiaco e via Homs: una tecnologia essenziale per sostenere un piano che, come recitava il titolo del convegno, vuole riportare in quei quartieri bellezza, sicurezza e accesso ai servizi che formano i moderni diritti di cittadinanza.
[fonte: www.comune.foggia.it]
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domenica 6 luglio 2008
Giovedì 10 luglio, Foggia diventa la “piazza” dove si discute delle nuove città
Si svolgerà giovedì 10 luglio prossimo, nel nuovo auditorium del Formedil, su via Napoli al chilometro 3,8, a Foggia, un convegno dal titolo “Il nuovo piano per città più belle, sicure e giuste”. Patrocinato dalla Regione Puglia, dal Comune di Foggia, dalla sezione foggiana dell’Associazione dei costruttori edili, dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e dall’Ordine degli Architetti della provincia di Foggia, l’appuntamento ha una dimensione nazionale costituendo l’occasione per la presentazione del Rapporto INU sull’Italia. Il “focus” sulla Puglia si arricchirà con le prime riflessioni suscitate dal Piano per l’edilizia di qualità che l’assessore regionale all’Assetto del Territorio, Angela Barbanente, ha recentemente trasfuso in una legge regionale.«Faremo lo sforzo di spiegare il senso verso cui stiamo indirizzando alcune opzioni urbanistiche, dentro una generale tensione, interpretata acutamente dalla Regione Puglia, per un nuovo equilibrio delle città e per la soddisfazione del bisogno di case». Così l’assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia, Michele Salatto, chiarisce la scelta, concordata con l’assessore Barbanente, di fare svolgere a Foggia il convegno che giunge nel momento in cui è acceso il dibattito sulla qualità architettonica delle città italiane e sugli strumenti per sostenere il diritto alla casa, con un confronto dialettico tra Governo nazionale e Regioni di cui proprio Barbanente è stata tra i protagonisti essendo, l’iniziativa legislativa pugliese, stata assunta come possibile modello di riferimento anche da altre Regioni italiane.
Il convegno vedrà gli interventi di: Federico Oliva, presidente nazionale dell’INU; Francesca Pace, presidente INU Puglia; Piero Properzi, responsabile nazionale Rapporto dal Territorio INU; Francesca Calace, curatrice del Rapporto dal Territorio Puglia; Stefano Stanghellini, presidente Urbit; Carmelo Torre, del Direttivo INU Puglia.
Seguirà una tavola rotonda con: Michele Lamacchia, presidente Anci Puglia; Augusto Marasco, presidente dell’Ordine degli Architetti di Foggia; Piero Cavalcoli, Settore Assetto del Territorio della Regione Puglia; Chiarastella Fatigato, vicepresidente INU Puglia; Michele Salatto, assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia; Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia; Giovanni Trisciuoglio, presidente dell’Ance Foggia.
Le conclusioni sono affidate all’assessore regionale Angela Barbanente.
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mercoledì 26 marzo 2008
L’Auser su “Il rudere (in)festa: «Non ostili alla civica amministrazione che vogliamo amica»
L’AUSER (Associazione per l’autogestione dei servizi e la solidarietà) ha diffuso stamattina un suo comunicato per l’iniziativa “Il rudere (in)festa” organizzata sabato 22 marzo. Ecco il testo del comunicato:
La risposta c’è stata, così come l’invito volantinato nei giorni precedenti sollecitava. “IL RUDERE (IN)FESTA” era il “tema” da svolgere, nel pomeriggio del 22 marzo, nella piazzetta formata dall’incrocio di Via Pietro Scrocco e Via Normanno in Foggia.
Una festa di strada che si poneva l’obiettivo di coinvolgere l’intero quartiere e sollecitare l’attenzione della civica amministrazione.
L’AUSER di Foggia, efficacemente supportata dal Laboratorio Politico Jacob e da altre piccole realtà associative locali, che hanno messo a disposizione le loro capacità artistiche e culturali, in assoluta autogestione, ha voluto organizzare e proporre “un ponte di amicizia” alla sommità del quale si potessero incontrare, e avviare a soluzione, le giuste proteste della gente per la situazione di degrado ed abbandono del proprio quartiere e le doverose, ed attese, risposte della civica amministrazione.
“Vogliamo un’amministrazione amica”, “Non ci vogliamo sentire ostili alla civica amministrazione”, questi i messaggi consegnati a giornalisti e radiotelevisioni che si sono interessati al problema, così come con questa festa di strada, protesta democratica, si sono voluti sintetizzare anni di richieste rimaste inevase.
Per partecipare, ritrovarsi e prendere coscienza dei propri diritti: giocolieri di strada, suonatori di percussioni, raccolta firme, murales, espressioni creative dei bambini, mostra fotografica e documentaristica, chitarre italiane e fisarmoniche rumene, fette di pane abbrustolito al momento con sale e olio per tutti, presenti e passanti.
Insieme per un pomeriggio, così come ci si era auspicato: bambini, ragazzi, giovani, adulti ed anziani; italiani e stranieri delle tante comunità ormai presenti in un quartiere che sta cambiando pelle, per diventare sempre più multietnico e pluriconfessionale con un senso di accoglienza ed integrazioni imprevedibili che nasce spontaneo dal basso. Bambini orientali e rumeni hanno giocato e disegnato in armonia con tutti gli altri. Gradita la presenza dei “nuovi foggiani” di diverse etnie: tunisina, ucraina, rumena, bulgara, marocchina, “cinese”; quest’ultima, in coda alla festa, come fuori programma, ha offerto una piccola rappresentazione, appunto, di “ombre cinesi”. Presenti anche amici e conoscenti di altri quartieri di Foggia che hanno voluto collaborare all’evento e portare le loro solidarietà.
Vorremmo ripeterle queste feste di strada, non per reclamare diritti negati, ma solo per la gioia di stare, vivere e crescere insieme, condividendo un pomeriggio prefestivo.
La risposta c’è stata, così come l’invito volantinato nei giorni precedenti sollecitava. “IL RUDERE (IN)FESTA” era il “tema” da svolgere, nel pomeriggio del 22 marzo, nella piazzetta formata dall’incrocio di Via Pietro Scrocco e Via Normanno in Foggia.
Una festa di strada che si poneva l’obiettivo di coinvolgere l’intero quartiere e sollecitare l’attenzione della civica amministrazione.
L’AUSER di Foggia, efficacemente supportata dal Laboratorio Politico Jacob e da altre piccole realtà associative locali, che hanno messo a disposizione le loro capacità artistiche e culturali, in assoluta autogestione, ha voluto organizzare e proporre “un ponte di amicizia” alla sommità del quale si potessero incontrare, e avviare a soluzione, le giuste proteste della gente per la situazione di degrado ed abbandono del proprio quartiere e le doverose, ed attese, risposte della civica amministrazione.
“Vogliamo un’amministrazione amica”, “Non ci vogliamo sentire ostili alla civica amministrazione”, questi i messaggi consegnati a giornalisti e radiotelevisioni che si sono interessati al problema, così come con questa festa di strada, protesta democratica, si sono voluti sintetizzare anni di richieste rimaste inevase.
Per partecipare, ritrovarsi e prendere coscienza dei propri diritti: giocolieri di strada, suonatori di percussioni, raccolta firme, murales, espressioni creative dei bambini, mostra fotografica e documentaristica, chitarre italiane e fisarmoniche rumene, fette di pane abbrustolito al momento con sale e olio per tutti, presenti e passanti.
Insieme per un pomeriggio, così come ci si era auspicato: bambini, ragazzi, giovani, adulti ed anziani; italiani e stranieri delle tante comunità ormai presenti in un quartiere che sta cambiando pelle, per diventare sempre più multietnico e pluriconfessionale con un senso di accoglienza ed integrazioni imprevedibili che nasce spontaneo dal basso. Bambini orientali e rumeni hanno giocato e disegnato in armonia con tutti gli altri. Gradita la presenza dei “nuovi foggiani” di diverse etnie: tunisina, ucraina, rumena, bulgara, marocchina, “cinese”; quest’ultima, in coda alla festa, come fuori programma, ha offerto una piccola rappresentazione, appunto, di “ombre cinesi”. Presenti anche amici e conoscenti di altri quartieri di Foggia che hanno voluto collaborare all’evento e portare le loro solidarietà.
Vorremmo ripeterle queste feste di strada, non per reclamare diritti negati, ma solo per la gioia di stare, vivere e crescere insieme, condividendo un pomeriggio prefestivo.
lunedì 24 marzo 2008
Un bando regionale per il commercio nelle aree urbane
Nicola Vascello è il commissario dell’Azienda di Promozione Turistica di Foggia. Venerdì scorso ha diffuso una sua riflessione, allegando un bando che la Regione Puglia ha approvato e pubblicato il 13 marzo e di cui in questo blog si era data tempestiva notizia allegando anche la modulistica.
Il bando prevede interventi a favore di piccole e medie imprese del settore del commercio. L’iniziativa di Vascello mira a elaborare un progetto di recupero e intervento sull’arredo urbano della “via dei mercanti”, come lui definisce via Arpi, oggetto di intense discussioni negli ultimi mesi.
Ma quel bando è utilizzabile a prescindere da via Arpi per realizzare piattaforme web comuni per lo sviluppo del commercio elettronico, interventi di arredo urbano, creazione di aree a parcheggio, recupero e valorizzazione di mercati rionali, miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie del commercio su aree pubbliche. Il bando precisa, tra l’altro, che per «ammodernamento» si intende anche un programma che, per migliorare le condizioni ecologiche, preveda anche il trasferimento volontario per rispondere alle esigenze di cambiamento della localizzazione dell’attività commerciale.
Insomma sembra un bando interessante anche per i quartieri settecenteschi, aldilà dell’ipotesi di complessiva riqualificazione.
Il bando prevede interventi a favore di piccole e medie imprese del settore del commercio. L’iniziativa di Vascello mira a elaborare un progetto di recupero e intervento sull’arredo urbano della “via dei mercanti”, come lui definisce via Arpi, oggetto di intense discussioni negli ultimi mesi.
Ma quel bando è utilizzabile a prescindere da via Arpi per realizzare piattaforme web comuni per lo sviluppo del commercio elettronico, interventi di arredo urbano, creazione di aree a parcheggio, recupero e valorizzazione di mercati rionali, miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie del commercio su aree pubbliche. Il bando precisa, tra l’altro, che per «ammodernamento» si intende anche un programma che, per migliorare le condizioni ecologiche, preveda anche il trasferimento volontario per rispondere alle esigenze di cambiamento della localizzazione dell’attività commerciale.
Insomma sembra un bando interessante anche per i quartieri settecenteschi, aldilà dell’ipotesi di complessiva riqualificazione.
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lunedì 17 marzo 2008
Meglio vivere in città medio-piccole
Il quotidiano economico Il Sole 24 Ore ha elaborato i dati dell'Istat relativi ai cittadini iscritti e cancellati per ogni comune italiano nel 2006. Risultano più attrattive le città medio-piccole, fino al massimo di 145mila abitanti come Ravenna. Fra i meno attrattivi d'Italia, 4 comuni della provincia di Foggia: San Marco in Lamis, San Marco la Catola, San Nicandro Garganico e Celle di San Vito.

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martedì 4 marzo 2008
Quartieri settecenteschi, su “Foggia&Foggia” parlano i residenti
Le due pagine del Primo Piano nell’ultimo numero di “Foggia&Foggia” sono interamente dedicate alla giornata di domenica 24 febbraio, organizzata dall’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Foggia nei quartieri settecenteschi. In particolare, sul settimanale in distribuzione gratuita, Aurelio Andretta ha raccolto alcune testimonianze tra i residenti, che riproponiamo sinteticamente di seguito.
Giuseppe e Annalisa, parcheggi e verde per vivere meglio
I signori Giuseppe e Annalisa dichiarano la propensione verso la ricostruzione totale della zona, memori certamente dei tanti ed inutili tentativi di ristrutturazione, ma anche perché «il problema non è rappresentato solo dalla fatiscenza delle abitazioni ma anche dalla mancanza di parcheggi e del verde che non migliora il nostro livello di vita».
E sulla disponibilità a trasferirsi in altra zona, aggiungono: «Nonostante tutto, quella è casa mia, io e mia moglie abbiamo fatto e facciamo molti sacrifi e non mi sembra giusto chiederci di andar via. Se invece parliamo di una sistemazione temporanea in attesa della riqualificazione della zona, non avrei nulla in contrario».
CLICCA PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO DI FOGGIA&FOGGIA
Vittorio, l’unica cosa da fare è buttare giù e ricostruire
«Appena piove mi trovo di fronte sempre la stessa scena: muffa dovunque, infiltrazioni, pareti e pavimenti che si gonfiano d’acqua fino a veri e propri allagamenti. Ho speso cifre enormi per tentare di arginare le infiltrazioni, ma è stato tutto inutile. Qui l’unica cosa da fare è buttare giù e ricostruire, naturalmente mantenendo le peculiarità della zona». Lo afferma Vittorio, titolare de “La Grotta Azzurra”, storica pizzeria della città con gli antichi locali che si trovano giusto alle spalle dell’Accademia delle Belle Arti.
CLICCA PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO DI FOGGIA&FOGGIA
Elisabetta, i miei bambini malati tutto l’anno
«Ho sentito che è stato proposto, a qualcuno dei residenti, di trasferirsi definivamente nelle borgate periferiche e vendere la casa. Ho già detto all’Assessore che questa soluzione non ci interessa. Preferirei si parlasse del fatto che i miei bambini sono malati tutto l’anno, che nelle nostre case l’umido e la muffa fanno ormai parte dell’arredamento e che ci sentiamo abbandonati». È il parere della signora Elisabetta che, proprio durante la mattinata di domenica 24 febbraio, ha ospitato nella sua abitazione l’assessore Michele Salatto.
«Anche in questo caso quindi -commenta il giornalista di “Foggia&Foggia”- la propensione dei residenti sembra essere quella della ricostruzione piú che la ristrutturazione, cosí come molti si sono resi disponibili anche a trasferirsi temporaneamente in attesa della conclusione dei lavori.
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Giuseppe e Annalisa, parcheggi e verde per vivere meglio
I signori Giuseppe e Annalisa dichiarano la propensione verso la ricostruzione totale della zona, memori certamente dei tanti ed inutili tentativi di ristrutturazione, ma anche perché «il problema non è rappresentato solo dalla fatiscenza delle abitazioni ma anche dalla mancanza di parcheggi e del verde che non migliora il nostro livello di vita».
E sulla disponibilità a trasferirsi in altra zona, aggiungono: «Nonostante tutto, quella è casa mia, io e mia moglie abbiamo fatto e facciamo molti sacrifi e non mi sembra giusto chiederci di andar via. Se invece parliamo di una sistemazione temporanea in attesa della riqualificazione della zona, non avrei nulla in contrario».
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Vittorio, l’unica cosa da fare è buttare giù e ricostruire
«Appena piove mi trovo di fronte sempre la stessa scena: muffa dovunque, infiltrazioni, pareti e pavimenti che si gonfiano d’acqua fino a veri e propri allagamenti. Ho speso cifre enormi per tentare di arginare le infiltrazioni, ma è stato tutto inutile. Qui l’unica cosa da fare è buttare giù e ricostruire, naturalmente mantenendo le peculiarità della zona». Lo afferma Vittorio, titolare de “La Grotta Azzurra”, storica pizzeria della città con gli antichi locali che si trovano giusto alle spalle dell’Accademia delle Belle Arti.
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Elisabetta, i miei bambini malati tutto l’anno
«Ho sentito che è stato proposto, a qualcuno dei residenti, di trasferirsi definivamente nelle borgate periferiche e vendere la casa. Ho già detto all’Assessore che questa soluzione non ci interessa. Preferirei si parlasse del fatto che i miei bambini sono malati tutto l’anno, che nelle nostre case l’umido e la muffa fanno ormai parte dell’arredamento e che ci sentiamo abbandonati». È il parere della signora Elisabetta che, proprio durante la mattinata di domenica 24 febbraio, ha ospitato nella sua abitazione l’assessore Michele Salatto.
«Anche in questo caso quindi -commenta il giornalista di “Foggia&Foggia”- la propensione dei residenti sembra essere quella della ricostruzione piú che la ristrutturazione, cosí come molti si sono resi disponibili anche a trasferirsi temporaneamente in attesa della conclusione dei lavori.
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mercoledì 20 febbraio 2008
Crolla palazzina in via Lucciola. Michele Salatto: tutta la città deve fare uno sforzo particolare per sradicare il degrado da quelle zone
«Non voglio speculare a caldo di un evento che ha suscitato paura tra i residenti dei cosiddetti quartieri settecenteschi, ma penso che il crollo del solaio di un’abitazione in via Lucciola sia l’ennesimo campanello d’allarme che sollecita una radicale azione pubblica per riqualificare una zona centrale e storica di Foggia, dove le residenze non sono degne di essere definite case».
Così l’assessore comunale all’Urbanistica, Michele Salatto, commenta la tragedia sfiorata, ieri sera, in via Lucciola al civico 23, dove, in corrispondenza di una camera da letto, è crollato il solaio della palazzina di un piano senza, fortunatamente, causare vittime.
Secondo la ricostruzione diffusa dal sito Internet della tv locale foggiana Teleradioerre, la donna che l’abitava era uscita di casa appena due ore e mezza prima.
«L’incontro che abbiamo programmato per domenica prossima –continua Salatto- lo svolgeremo con una risolutezza maggiore per giungere a definire un piano di riqualificazione partecipato anzitutto dalle famiglie che risiedono nei borghi alle spalle dell’Accademia delle Belle Arti. A quelle famiglie, tutta la città deve uno sforzo particolare per sradicare il degrado».
Così l’assessore comunale all’Urbanistica, Michele Salatto, commenta la tragedia sfiorata, ieri sera, in via Lucciola al civico 23, dove, in corrispondenza di una camera da letto, è crollato il solaio della palazzina di un piano senza, fortunatamente, causare vittime.
Secondo la ricostruzione diffusa dal sito Internet della tv locale foggiana Teleradioerre, la donna che l’abitava era uscita di casa appena due ore e mezza prima.
«L’incontro che abbiamo programmato per domenica prossima –continua Salatto- lo svolgeremo con una risolutezza maggiore per giungere a definire un piano di riqualificazione partecipato anzitutto dalle famiglie che risiedono nei borghi alle spalle dell’Accademia delle Belle Arti. A quelle famiglie, tutta la città deve uno sforzo particolare per sradicare il degrado».
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giovedì 10 gennaio 2008
L'area dell'intervento proposto

L’ipotesi di intervento si concentra nelle seguenti strade: Via Giannini, Via Sciara Sciat, Via Sant’Onofrio, Via Polare, Via Alcantera, Via Sapienza, Via Lucciola, Via Intonti, Via Dogana dei Sali, Via Schiraldi, Via Speranza, Vico Carità, Via San Pietro, Via della Lupa, Via Zodiaco e Via Francesco Crispi.
È un’area appartenente alla 2a Circoscrizione “Cattedrale” del Comune di Foggia.
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