mercoledì 16 gennaio 2008

Assemblea pubblica di giovedì 20 dicembre

La proposta di riqualificazione dei quartieri settecenteschi ha vissuto un suo primo momento pubblico con un’assemblea organizzata, giovedì 20 dicembre 2007, presso la sede della 2a Circoscrizione “Cattedrale”, in via Frascolla 23, che comprende l’area dell’intervento.
L’assemblea è stata convocata nel pomeriggio di intesa tra l’Assessorato all’Urbanistica e la Presidenza della stessa Circoscrizione, che, nella mattinata, aveva svolto un suo Consiglio circoscrizionale dedicato al programma lanciato dall’Assessorato all’Urbanistica.
L’assemblea è stata coordinata da Giovanni Dello Iacovo, del Laboratorio di Pianificazione Strategica del Comune di Foggia, struttura a cui l’Assessorato all’Urbanistica ha chiesto di accompagnare il processo di comunicazione e partecipazione.
Dopo una breve introduzione del presidente della 2a Circoscrizione “Cattedrale”, Antonello Rizzi, l’assessore all’Urbanistica e all’Emergenza abitativa, Michele Salatto, ha illustrato sinteticamente le ipotesi possibili, inquadrando l’intervento alla luce delle previsioni contenute nel Documento Programmatico Preliminare al Piano Urbanistico Generale, approvato dal Consiglio comunale il 9 marzo 2006 con delibera n. 23. Dal DPP, l’assessore Salatto ha tratto alcune tavole che riguardano proprio l’area che, nell’ambito dei più estesi quartieri settecenteschi, sarebbe riguardata dal programma di riqualificazione, il cui perimetro è descritto da via Zodiaco, vico Carità, vico Palazzo, via Novilunio, via Francesco Crispi, via Giannini e via Sciara Sciat
Sinteticamente le tre ipotesi sarebbero le seguenti:
a) procedere a una complessiva riqualificazione dell’esistente;
b) procedere a un vasto programma di demolizioni e ricostruzioni;
c) riqualificare una parte dell’area e nell’altra demolire l’esistente per realizzare verde e servizi.

Alla successiva discussione sono intervenuti 8 cittadini. Queste le sintesi dei loro interventi.

Maria Grazia De Palma. Cittadina residente nelle campagne dell’agro del Comune di Foggia, preferisce un’azione di recupero e di conservazione della memoria. La chiusura totale al traffico veicolare consentirebbe anche di abitare nei bassi, che ritiene caratteristici della zona.

Benvenuto Grillo. Giovane volontario del progetto G.A.A.S. (Gruppo di Azione e Animazione Sociale) che segue in particolare i minori residenti nell’area dei quartieri settecenteschi, seppure prevalentemente abitanti in strade che non sarebbero riguardate dall’intervento specifico proposto dall’Assessorato. Ha messo in evidenza criticità e vitalità dei quartieri, dando importanza a soluzioni di riqualificazione che consentano l’aggregazione sociale, l’incontro tra minori e terza età, la vita per strada, la sicurezza e la prevenzione di comportamenti anti-sociali o illegali.

Antonio Mendolicchio. Consigliere della 2a Circoscrizione “Cattedrale”, ha evidenziato quanto ci sia un attaccamento collettivo alle caratteristiche delle case del quartiere compreso tra la Chiesa del Carmine e la Chiesa di San Pasquale, che andrebbero quindi conservate. Circa la fase d’ascolto lanciata dall’Assessorato, ritiene che essa possa dirsi già svolta nel processo che ha portato alla definizione del DPP.

Ferdinando Petrilli. Anziano residente della zona ha svolto un intervento polemico all’indirizzo di Antonio Mendolicchio, mettendo in evidenza che non è vero che i cittadini siano attaccati alle residenze attuali. Ha definito la zona “il quartiere della miseria, con la gente che vive ancora nelle grotte”.

Angelo Castelluccio. Consigliere comunale, residente nel quartiere, ha evidenziato che la salvaguardia della memoria storica entra in contraddizione con i materiali e la tipologia delle residenze, costruite con materiali di tufo, umide, buie, in cui le sole aperture sono costituite dalle porte di ingresso. Sottolinea la complessità dell’intervento che, nel corso degli anni, ha sofferto della dicotomia tra opzioni legate alla volontà dei residenti e opzioni imposte forzatamente. La sua opinione è che bisogna chiarire il ristoro per i residenti alla luce degli interventi che si andranno a definire, inquadrandoli in metri quadrati di residenza da riconoscere o in somme di danaro.

Enzo Maffei. Cittadino residente nel quartiere che ha vissuto 12 anni a Salerno, dove ha visto realizzare interventi simili nel centro storico del capoluogo campano. La sua proposta concreta, attinta dall’esperienza salernitana, riecheggia quella di Castelluccio circa i parametri precisi da proporre alla valutazione dei residenti: ristoro economico o riconoscimento di metri quadrati per la residenza da realizzare in verde agricolo, attraverso consorzi di cittadini che potrebbero anche costituire cooperative per l’autocostruzione.

Virgino Stanziale. Architetto, ex assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia, ha usato un termine che ritorna nel dibattito urbanistico cittadino, “riammagliamento”, sostenendo che “occorre riammagliare l’Amministrazione e i cittadini”. Ha svolto un excursus storico, dal Piano particolareggiato del 1977 alla riqualificazione proposta nel 1996, per evidenziare le difficoltà che si sono costantemente presentate: la proprietà è frazionata e divisa, “ogni 5 metri c’è un’unità immobiliare diversa, in orizzontale e in verticale, tanto che l’eventuale ristoro deve essere moltiplicato sempre almeno per 3”. Al frazionamento si è poi aggiunta la divisione, attraverso soprattutto le successioni ereditarie. A suo parere l’azione dell’Amministrazione deve, dunque, essere economicamente e finanziariamente forte. Tecnicamente ritiene molto importante l’azione di ascolto avviata dall’Assessorato per valutare quanto l’impianto debba tenere i conto tratturi e tratturelli, per determinare che non ci sono grandi e/o importanti manufatti edilizi da salvaguardare, che occorre livellare le offerte, che l’indice territoriale attualmente 4 dovrebbe giungere almeno a 12 per rendere economicamente e finanziariamente sostenibile l’azione di riqualificazione.

Piero De Filippo. Cittadino residente nella zona, ricorda il fallimento di un piano di riqualificazione del 1954, poi ricollocato a Rione dei Preti. Ricorda, inoltre, un Piano Pennini/Santoro che era riuscito a concludere accordi con il 50 per cento dei proprietari. Evidenzia che ai costruttori, per considerare appetibile l’azione di riqualificazione, interessano le volumetrie che si possono sviluppare.

L’Assemblea si è conclusa con un programma in cui articolare la fase di ascolto iniziale. In una seconda Assemblea si vorrebbe raccogliere spunti e indirizzi dai residenti: a questo scopo si cercherà, nel mese di gennaio 2008, di distribuire e raccogliere questionari. In un terzo incontro pubblico, l’Assessorato preciserebbe la proposta di riqualificazione. Il Laboratorio di Pianificazione Strategica del Comune di Foggia è a disposizione per i residenti che volessero approfondire alcune tematiche.

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urbanistica e riqualificazione

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